martedì 7 febbraio 2012

Alla fine arriva Bi

Ora che è passato più di un mese e ho metabolizzato la nuova vita con Bi   e poiché questo è un blog ombelicale, fatto  delle parole e delle emozioni che ruotano vicino al mio ombelico, massimo qualche metro più in là, ecco qua il racconto del mio parto.
So che tutta la bloggosfera ne sentiva la mancanza ;)

Allora il 19 stavo giusto crogiolandomi in oziosi pensieri del tipo partorire immediatamente oppure mai, quando durante la serata un'improvvisa perdita rosata è giunta turbare la mia placida quotidianità di puerpuera a termine. 

Ovviamente, essendo al primo figlio, ho fatto quello che tutti avrebbero fatto, vale a dire partire immediatamente con il Franz alla volta del pronto soccorso ostetrico con le valige della partoriente a seguito perché non si sa mai.
Giunti al pronto soccorso una simpatica infermiera ci accoglie dicendoci che se non avevo contrazioni ogni 5 minuti potevo anche starmene tranquillamente a casa. Figuriamoci! Stare tranquillamente a casa era improponibile. Una perdita rosa doveva essere chiaramente il sintomo di qualcosa, anche perché erano giorni che mi sentivo strana: la pressione si era alzata e avevo i piedi come due bondiole, cosa che non mi era mai successa in tutti i nove mesi. Quindi mi visitano, e mi dicono che probabilmente avevo perso il tappo mucoso, anche se io di muco non ne avevo visto neanche l'ombra, e comunque signora, questo non vuol dire nulla, potrebbero passare ancora dei giorni, stia tranquilla che non ci sono contrazioni.
Così me ne son tornata a casa  e il giorno dopo ho fatto un milione di cose, ho camminato moltissimo, sono passata al centro commerciale perché mi mancavano giusto un paio di cose da piazzare in valigia, poi dal ginecologo per essere rassicurata sulla perdita di questo tappo e poi, già che c'ero, in merceria, che mi servivano proprio un paio di bottoni per completare i regali di Natale fai da te. Quella sera stessa son partite le contrazioni. Ma va?
Io,turbata dai racconti di mamma e zie, che mi narravano di non aver avvertito le contrazioni al momento del parto, temevo che questa cosa potesse essere ereditaria e già mi immaginavo a  partorire improvvisamente in mezzo ad una strada. In realtà ora posso dire che no, non è un dono ereditario e le contrazioni le ho sentite benissimo.
Per un po' sono stata buona buona sul divano di casa a cronometrare  la distanza tra l'una e l'altra appuntando diligentemente gli orari su un foglietto, in modo tale che se avessi trovato ancora l'infermiera del giorno prima avrei potuto metterle sotto il naso il mio taccuino e dirle vede che sono ritmiche! Così verso le 23.30 siam partiti, e stavolta vai ancora di monitoraggio per accertare l'esistenza di queste benedette contrazioni e poi finalmente l'ingresso in sala travaglio.
Lì ho scoperto che non ci sarebbe stato posto per il Franz accanto a me, perché c'era un boom di partorienti e io dovevo condividere la stanza travaglio con un'altra ragazza. E vabbè... così va la vita. Alla fine abbiamo anche chiacchierato e fatto amicizia  tra una contrazione e l'altra , a gambe aperte, in qualsiasi pozione, scevre di ogni pudore.

Ho passato tutta la nottata con l'ostetrica Francesca, che ho amato moltissimo, perché mi stava accanto e mi diceva brava, bravissima, in fondo basta poco per far felice un donnino impanzato...
Intanto il travaglio avanzava, abbandonati i prodromi nella notte, ora era il momento delle contrazioni serie, aiutate da una potentissima flebo di ossitocina, della dilatazione via via sempre maggiore e del cambio turno. Così è arrivata un'ostetrica che ricordava Patty Pravo negli anni '70, decisamente algida, ed io non ero mica felice che già mi mancava il calore di Francesca.
Invece poi  ho dovuto ricredermi, infatti con le contrazioni sempre più forti io avevo bisogno di sostegno e il Franz non c'era, così ad un certo punto ho agguantato Patty e me la sono abbracciata e lei si è fatta abbracciare più e più volte, non era poi così fredda, anzi mi è proprio piaciuta. Anche perché ad un certo punto, quando il dolore era fortissimo, visto che la mia piccina era in posizione occipito posteriore e sembrava proprio intenzionata ad uscire dal buco sbagliato, è andata a chiamare Edna, l'anestesista.
Edna si è fatta a lungo attendere e quando l'ho vista la prima volta mi ha terrorizzato con non si muova, lei sa a cosa va incontro... non si muova assolutamente anche se arriva una contrazione... e poi è sparita richiamata chissadove.
Ridatemi Edna, vi prego!
Alla fine, sono stata fortunata, Edna è ritornata alle 12, troppo tardi per l'epidurale, ma ancora in tempo per la spinale, che vi assicuro mi ha regalato due ore di autentico sollievo.
Ora era una lotta contro il tempo dovevo assolutamente farcela a far uscire Bi prima della fine del miracoloso farmaco. Ad un  certo punto ho sentito che qualcosa là sotto cambiava, Bi aveva finalmente deciso che da quella parte era impossibile uscire e ha raddrizzato la testina incanalandosi nel verso giusto. E allora giù di spinte.

Quando ho visto che il mio letto girava e imboccava il corridoio verso la sala parto ho capito che eravamo giunti al gran momento. Ed ecco finalmente materializzarsi accanto a me il Franz, che, eroico, era stato in sala d'attesa tutto il tempo, con un'unica pausa notturna in cui era andato a schiacciar un pisolino in macchina rischiando l'assideramento.
Poi ricordo solo le urla, con un urlo fortissimo è uscita la testa e dopo, accompagnato da una sensazione indescrivibile, magica, è scivolato fuori il corpicino di Bi.
E poi c'era solo lei, color melanzana, livida,  con l'occhio scuro e liquido, aperto sul nuovo mondo, bellissima!
Così è nata Bi.
Alle 14.49. Tredici ore indimenticabili.


Non era proprio il modo che avevo immaginato frequentando il corso pre parto o leggendo i libri sulla gravidanza, tutti americani. Ecco, in Italia si nasce in un altro modo, o forse solo dove ho partorito io, che comunque è un grande ospedale rinomato e all'avanguardia. Niente vasche per il travaglio, il piano nascita meglio lasciarlo nel cassetto, la partoanalgesia guardata con sospetto o elargita in rarissimi casi, strutture insufficienti per dimensioni... Il personale che ho incontrato è stato carinissimo e molto presente, niente da dire, ma se dovessi scrivere anche del seguito del parto, nessuno crederebbe che era una grande struttura che dovrebbe essere all'avanguardia...

lunedì 6 febbraio 2012

Ospiti a pranzo



Con questo freddo il Franz ha pensato di aiutare i piccoli ospiti del nostro giardino, che non hanno tardato ad arrivare. La nostra è una soluzione veloce, il piattino con il pane, ma ho trovato tante idee interessanti qui.
Non vedo l'ora di provarle con Bi.

lunedì 30 gennaio 2012

Occhi di nuvole



Il tempo è sempre poco , le cose da fare milioni, ma cosa non farei per questi occhi così belli...

venerdì 20 gennaio 2012

ta da dada...

Ieri, per la prima volta dalla nascita di Bi, sono riuscita a seguire un film quasi per intero, certo con lei spalmata sul petto ovviamente.
Davano La prima cosa bella di Virzì alla tv, film splendido, dalla meravigliosa colonna sonora.


Ecco, a me questa canzone fa proprio venire in mente la mia pupetta.

L'eternitààààà.....io ci saròòòòò..... accanto alla felicità che dorme...... ta da dada.....

Mi sa che sono innamorata.










martedì 17 gennaio 2012

A casa noi due

E mentre fuori imperversa il gelo, noi si sta rintanati al calduccio in casa, a conoscerci sempre un po' di più. A perdersi negli occhi liquidi di Bi, che ora hanno una tonalità di grigio azzurro deliziosa, chissà quanto durerà e come si trasformerà. Me la studio bene bene questo frugolo che è stato così desiderato e immaginato e ora che è qui c'è da morire dal ridere quando la sorprendo a manine conserte come una vecchina che va alla messa o quando, mentre dorme, vedo che si ciuccia la lingua sognando  abbuffate di latte. Mi sciolgo guardando la peluria che ha sulle orecchie e sopra le spalle, piccola bimba da mangiar di baci.
Questo è il terzo giorno che passo a tu per tu con Bi, prima c'era sempre in casa il Franz, che si è preso giustamente un po' di ferie per calarsi appieno nel suo nuovo ruolo di papà, ed è tenerissimo completamente perso per  questo esserino.
Poi ci sono stati i giorni con mia mamma, che ha preso in mano le redini della casa organizzando lavatrici, pulizie, pranzi e cene ad orari fissi:12 - 19 e guai a sgarrare di un secondo, santa donna, non avrei mai immaginato che mi mancasse tanto ora che è tornata a casa per evitare che il mio babbo muoia di stenti ed anarchia. Che quando lei era qui lui chiamava raccontando che era il cane a soffrir di nostalgia, tsè...
Ad esser sincera star da sola con Bi all'inizio mi spaventava un po', ma ora ho visto che ce la caviamo abbastanza bene ed ogni giorno migliora, per cui sono fiduciosa ed ottimista, anche se in tre ovviamente sarebbe tutto più facile. Per esempio stamattina avrei potuto portare il campione delle urine di Bi, faticosamente ottenute con un complicato sacchetto adesivo al laboratorio analisi, senza dover uscire con la pupa urlante infilata nella carrozzina ed esposta a temperature polari, cosa che ovviamente non ho fatto.  Ora  il campione se ne sta sul davanzale della finestra conservato sotto zero, qualcuno mi può dire se può resistere fino a domani mattina o se è meglio sottoporre la pupa ad altra tortura sacchettino? Sperando che domattina il papà prima del lavoro porti il prezioso liquido al laboratorio.

giovedì 12 gennaio 2012

linguaggio in codice

Ieri io e Bi abbiamo compiuto tre settimane.
Lei da neonato ed io da neo mamma.
Già perché se per un neonato è sicuramente traumatico uscire dal tepore dell'utero ed essere  catapultato nella sua vita nuova nuova, vale più o meno la stessa cosa anche per la sua mamma, che passa dall'atmosfera di placida attesa che ha caratterizzato i nove mesi ad una dimensione decisamente più frenetica e confusa.
Superato il panico iniziale, della serie oddio oddio perché piange adesso... oddio oddio, andrà bene così? e se poi le faccio male? in questo giorni insieme ho imparato un po' di cosette, tra queste distinguere diversi tipi di pianto:
un debole Uehh = ehi, guarda che sono qui, vieni a farmi una coccola
forti Uehh Uehh Uehh a gola spianata = ehi, ma non  l'hai capito che ho fame? E poi sbrigati con questo cambio pannolino che io sono affamata!
Uehh, faccia rossa con gambine contratte = oi oi oi, ho mal di pancia, maledette coliche
e poi arriva il meglio:
Eh...Eh... Eh.. versetti sospirati come quelli di una gattino che fa le fusa. Seguono la poppata e sono il segno del pieno appagamento. In assoluto i miei preferiti!
Direi che sono a buon punto per decifrare il linguaggio in codice di Bi.

lunedì 9 gennaio 2012

Tre


Mercoledì 21 dicembre è nata Bi

50 cm e 3 chili 395 di puro amore